<% id_sezione = 2 %> Chiesa Parrocchiale

 

Chiesa Parrocchiale

La Congrega
- Regola della Congregazione

Madonna di Loreto

Madonna della Neve

Madonna in Gloria

Il Campanile

Santa Anatolia Martire

Le fabbriche

  CONGREGAZIONE LAICALE DI TUSSIO


sotto il Titolo del glorioso Patriarca S. Giuseppe e della Madonna Santissima dei Sette Dolori

J.M.J.



Regola della Congregazione Laicale di Tussio

sotto il Titolo del glorioso Patriarca S. Giuseppe e della Madonna Santissima dei Sette Dolori eretta nella Chiesa della Madonna della Neve e poi trasferita nella Chiesa della Madonna delle Glorie in questa terra di Tussio, mediante il Regio Assenzo il quale si conserva nell'anno del Signore 1789.


Modo di ricevere i Fratelli nella nostra Congregazione.

Nel principio l'inno: "Venni creator spiritus, mentes tuorum visita. Imple suprema gratia, que tu creasti pectora. Qui diceris paraclitus, altissimi domum dei, fons virus ignis caritas, et spiritalis unctio. Tu septis formis munere, digitus paternae dextere, turrite promissum patris, sermone ditans guttura. Accende lumen sensibus, infunde amore cordibus, infirma nostri corporis, virtutae firmans perpetis hostem repellas longius, pacemque dones protimus, ductorae sicte previo, vitaemus omne noxium.
Per te sciamus da patrem, noscamus atque filium, teteque uquiusque spiritum, credamus omni temporae. Deo patri sit gloriae, et filio, quia mortuis, surrexit aparaclito in seculorum secula. Amen.
Emittae spiritum tuum, creabuntur. Alleluia.
Et renovabis pacem terra. Alleluia.
Oremus: Deus, qui cordia fidelium sanctis spiritus illustrazione docuisti, danobis in eodiem spiritu recta sapere, et da eius semper consolazione gaudere. Per Christum dominum nostre: Amen.
E poi messi tutti in fila, dicono ad alta voce, la qui sottoscritta formula, cominciando il Maestro dei novizi, o il Priore, o altri. "Santissima Vergine madre di Dio, io ........, benchè indegnissimo di essere ammesso in questa Congregazione, mosso non di meno dall'infinita misericordia di Dio, e di Maria Santissima semprevergine e mia unica avvocata, e del glorioso Patriarca S. Giuseppe, mio protettore, propongo fermamente, oggi, di voler sempre vivere per l'avvenire dentro questo Santo Oratorio, in servizio di Dio, di Maria Addolorata, e di S. Giuseppe, e di fare quanto potrò, affinche vivino anche gli altri. Vi supplico dunque mia Santissima Vergine Addolorata, e mio Patriarca S. Giuseppe, per i meriti del Sangue prezioso del Vostro divino figliolo Jesù, sparso per me, che mi vogliate oggi ricevere nel numero degli altri Vostri Congregati per Vostro servo perpetuo. Datemi grazia che io talmente mi porti in tutte le mie azioni, pensieri, parole, ed opere, che mai più non abbia a commettere peccato mortale; assistetemi in tutto il tempo della mia vita, e specialmente nell'importantissima ora della morte mia esalando l'anima mia con quei Santissimi e dolcissimi nomi in bocca di Jesù, Giuseppe e Maria". Amen.
Si alzano tutti in piedi e si da l'abbraccio di pace, dicendo:"Pax tecum". Cominciando il Priore e a seguitare tutti gli Ufficiali Maggiori. Quindi si dica dal Priore. "Quam bonum et quam jucundum abitare fratres in unum". Dopo dalli cantori s'intona il "Te Deum Laudamus" il quale finito si dice: "Benedicamus patrem, e filium cum sancto spiritu". Poi si risponde: "Laudamus, et superexaltemus eum in secula". Si dice: "Benedictus est Domine in firmamento coeli". Si risponde: "Luadabilis et gloriosus in secula". Si dice: "Domine exaudie oratione meam". Si risponde: "Et clamor meus ad te veniat". Si recita "Horemus Deus, cuius misericordia non est numerus, et bonitatis infinitae est thesaurus piissime majestatis tui procollatis donis gratias agimus, tuum semper clementiam exorantes, utqui petantibus postulata concedis, eosdem nondeferens ad premia futura dispositionem. Per Dominem nostrum. Amen".

 

Regola per fare gli Officiali


Per fare il Priore.

Se ne propongono tre per il Priore e si svolge la votazione; se ne propongono tre per il primo Assistente e si procede alla votazione; se ne propongono altri tre per il secondo Assistente e si procede alla votazione. Di questa terna il primo viene eletto "secondo Assistente", il secondo "Maestro dei novizi" ed il terzo "Segretario".
Tutti gli altri Ufficiali saranno scelti dal Priore ed Assistenti con l'approvazione di tutti da parte del Padre Spirituale. Nell'andare a dare i voti va prima il Priore al Padre, in segreto (votazione segreta), e poi tutti gli officiali per ordine, indi tutti i Fratelli, e se non vi stà il Padre si diano i voti al Priore, quale segnerà come sopra i nomi e cognomi degli officiali da farsi e chi avrà più voti segnati come sopra resterà per officiale, ed in caso di parità di voti, si torna a votare di nuovo; Se la soconda volta fossero similmente pari, allora si debba derimere dalla sorte. Si stia però avvertito, a non far vedere, ne sentire a niuno i voti che si danno, a ciò le cosa camminino regolatamente; e non si sappia chi abbia dato il voto inclusivo e chi l'esclusivo per togliere ogni discordia che ne potria nascere; e se ne venisse interrogato il Padre o Priore, non deve palesarlo ad alcuno, dovendo procedersi con ogni segretezza.

J. M. J.


Regola = a tenore del Regio privilegio, comune a tutti i Fratelli di questa Congregazione, sotto il titolo del glorioso S. Giuseppe e della Madonna dei Sette Dolori, di Tussio, nella Diocesi e Provincia dell'Aquila. 

- 1) Ogni Fratello, che desidera aggregarsi a detta Congregazione, debba essere esemplare, di ottimi costumi, e timorato di Dio; e che non eserciti arti infami, o sia macchiato di qualche delitto; e prima di ammettersi dal Maestro dei Novizi se ne prenda informazione; e propostosi in Congregazione prima di accettarlo, qualora sia stato ritrovato di ottimi costumi, e timorato di Dio; dovendo eseguire l'accettazione con bussola segreta e maggioranza di voti.
- 2) Ogni Fratello sia tenuto confessarsi, e comunicarsi ogni terza domenia del mese ed assisterà in Congregazione in tutte le feste dell'anno, dell'uno e dell'altro precetto, come ancora ad intervenire vestito col sacco della Congregazione di obbligo della Chiesa, precedenti le debite licenze; ed in quella della festa del Titolo della Congregazione; e chi mancherà volontariamente e senza legittima causa sia tenuto a pagare la multa di grana 5 a beneficio della Congregazione.
- 3) Ogni Fratello sarà tenuto a pagare annualmente, e propriamente nel mese di agosto, in potere del tesoriere grani 10; e nella morte di ciascuno di essi sia tenuto officiando in Chiesa a vestire con l'abito della Congregazione; e nella medesima si debba recitare l'ufficio dei morti e fargli celebrare una messa cantata nel primo giorno, dalla Congregazione, dopo la di lui morte, e da quattro Fratelli portarsi il cadavere alla Chiesa.
- 4) Ogni nuovo Fratello debba pagare per entratura per una sola volta carlini 5, dagli anni 14 fino alli 30; dagli anni 30 fino ai 60 carlini 8; ed oltrepassando la detta età debba pagare quello, che si stimerà dalla maggior parte; e con farsi l'abito della Congregazione.
- 5) Il Segretario debba fare un libro, in cui ascrivere tutti i Fratelli, il giorno della loro ricezione e morte, oltre la tabelli di affiggersi in Congregazione, e nello stesso libro registrsi tutte le risoluzioni che si faranno in Congregazione, ed ogni altro appartenente alla Congregazione medesima, per futura memoria.
- 6) Nella prima domenica di marzo di ciascun anno dovranno eliggersi i nuovi Officiali, cioè Piore e due Assistenti ed un Tesoriere, la quale si farà del tenor seguente. Il Priore, che termina l'anno del suo governo, dovrà fare inteso tutti i fratelli otto giorni prima di detta prima domenica di marzo per mezzo del Segretario della Congregazione. Radunati intanto i Fratelli in Congregazione, dovrà esso Priore nominare tre fratelli delli più probi, e questi si bussoleranno con voti segreti da Fratelli, l'un dopo l'altro e chi di questi tre avrà maggior numero di Fratelli, cioè uno di più della metà, questo farà il Priore; e dato caso che in niuno di detti tre Fratello vi sia concorso maggioranza di voti; esso Priore farà altra nomina di altri tre Fratelli; e questo fino a tanto che sortirà canonicamente l'elezione suddetta, sortendo parità di voti si determini dalla sorte; e lo stesso metodo dovrà tenersi per l'elezione del primo e secondo Assistente, dovrà questi nominare altri tre Fratelli per ciascuna; e sortita la nuova elezione, se gli darà da Fratelli il possesso col canto del Te Deum, ed a nomina dello stesso Priore con la stessa bussola segreta, a maggioranza di voti, si eliggerà un tesoriere, due Fratelli per la visura dei conti di passati amministrazioni, a tenore del Concordato, indi poi coll'intesa delli due Assistenti eliggeranno il Segretario, Maestro dei novizi, Cerimoniere, Sacrestano, ed altri officiali subalterni, che vi necessiteranno; colla preghiera però che il Fratello Segretario, prima di darsi principio alla nuova elezione dovrà distribuire a ciascun Fratello due segni; uno dinotante voto inclusivo e l'altro voto esclusivo e così devesi praticare in ogni affare della Congregazione.
- 7) Il Tesoriere dovrà esigere così l'annua contribuzione di un carlino per ciascun Fratello, come le rispettive loro entrate, ed ogni altro ad essa Congregazione appartenente; né possa esitare denaro senza il mandato sottoposto del Priore e di uno degli Assistenti e del Segretario ed in mancanza del Priore, da ambo gli Assistenti e Segretario; purche la spesa però non oltrepassi i carlini 25, mentre oltrepassando dovrà proporsi ai Fratelli in Congregazione, ed assegnarsi quel che resterà stabilito dalla maggior parte dei Fratelli per suffraggio segreto.
- 8) Il Segretario deve notare tutti i Fratelli, il giorno della loro ricezione e morte, formare i mandati, ed ogni altro, che al suo ufficio si appartiene; ed ogni officiale dovrà esattamente adempire a tutto ciò che la propria carica richiede. E per ultimo per la direzione spirituale di detta Congregazione, si dovrà nominare dal Piore, ed eliggere con la maggioranza di voti segreti dei Fratelli un dotto, e zelante sacerdote, per Padre spirituale, quale sarà movibile ad mutam degli stessi Fratelli, senza punto potersi ingerire degli affari temporali di detta Congregazione, ma soltanto in quello di raggionata, nuda e semplice spiritualità; e per suo onorario se gli darà quello che potrà meglio convenirsi tra esso ed i Fratelli.
Laus Deo.

J. M. J.


 Regole particolari = I doveri del Prefetto, o Priore.

Norma 1) Procuri il Priore stare subordinato al Padre della Congregazione, non facendo senza il suo avvertimento cosa veruna.
Norma 2) Invigili all'osservanza di tutte le regole e consuetudini, e quando alcuno manchi in qualche cosa si ammonisca con carità ed amorevolezza e non emendandosi lo castighi con le consuete penitenze corrispondenti alla qualità del delitto.
Norma 3) Sia vigilante circa il modo di procedere de Fratelli, e specialmente se alcuno avesse cattive pratiche, e cerchi con ogni sforzo di toglierle consultandosi sempre col Padre, ed informisi bene se da tutti si fa la confessione ogni mese secondo l'obbligo della regola; che perciò sarebbe bene, che il Confessore stabilito dà Fratelli fusse l'istesso Padre della Congregazione.
Norma 4) Divida i Fratelli in tre classi.
Norma 5) Avrà cura che gli officiali facciano il loro ufficio per tempo, come richiedesi l'occasione, come a dire, che i Sacrestani apparecchino le cose necessarie e segnino le mancanze, che si leggeranno nella Congregazione seguente, e chi sarà mancato alla recitazione dell'Ufficio nelle Domeniche e feste tra l'anno debba pagare un grano, ma nelle feste mobili ne debba pagare due o fare la penitenza.
Norma 6) Ordini che ogni mattina vi sia la lezione spirituale e poi debba compartire l'antifona e lezione.
Norma 7) Abbia cura che siano vigilati gli infermi con raccomandargli nelle orazioni, ed informandosi qualche fratello povero gli somministri aiuto colle rendite comuni, e coll'intesa del Padre.


Regole particolari = Del primo e del secondo Assistente.

Norma 1) Abbia ciascuno degli Assistenti del modo di procedere di tutti i Fratelli circa l'osservanza delle regole e specialmente se si confessino e si comunichino secondo le regole, se siano persone scandalose, avvisando il tutto segretamente il Padre o Priore.
Norma 2) Deve ciascuno degli Assistenti informarsi delle qualità di quei Fratelli, che vorranno entrare in Congregazione, e domamdati dal Priore debbano rispondere con sincerità.
Norma 3) Quando il Priore consulta qualche cosa con gli Assistenti debbano dire quel che penzano.
Norma 4) Quando manca il Priore in Congregazione, il primo ed in mancanza il secondo Assistente, lo sostituiscono.
 

Regole particolari = Del maestro dei novizi.

Norma 1) L'uffizio del Maestro dei novizi sarà l'aver cura di coloro, che essendo introdotti nel noviziato, vogliono entrare nella Congregazione, ed istruirgli nelle cose necessarie; leggere ad essi la regola, e fargli capire di tutto il modo di procedere.
Norma 2) Abbia cura che li novizi portino la corona e l'Offizio della Madonna e che si inginocchiano con due ginocchia in Chiesa ed in Congregazione.
Norma 3) Sia sollecito che mentre dura il noviziato, i novizi frequentino i Sacramenti, almeno una volta, o due volte il mese.
Norma 4) Introduchino nella Congregazione, lasciandoli sedere nell'infimoluogo assai inferiore a quello dei Fratelli.
Norma 5) Parli spesso a novizi delle cose spirituali di farsi la sera l'esame di coscienza, l'osservanza della regola, e modestia in Congregazione.
Norma 6) Si domandi al Priore in Congregazione se si poosano ammettere numero degli altri Fratelli.
Norma 7) In mancanza del Priore ed Assistenti succeda il Maestro de novizi.


Regole particolari = Del Segretario.

Norma 1) Ufficio del Segretario sarà tenere i libri della Congregazione dove sono scritte le regole e le consuetudini di essa e li mostrerà ad alcuno senza licenza del Padre o Priore.
Norma 2) Noti in un libro tutti gli atti della Congregzione ed altro.
Norma 3) Scriva in un libro di entrata, ed elemosina in deposito del Tesoriere, in presenza del Priore.


Regole particolari = Del Depositario o Tesoriere.

Norma 1) L'uffizio del Tesoriere è di tenere tutti i denari della Congregazione pervenuti da elemosine, o p'altro motivo.
Norma 2) Finito il suo uffizio dia conto al Priore, o a chi da lui sarà ordinato che si consegnino al nuovo Tesoriere.
Norma 3) Sia ufficio suo quando non vi sarà danaro darne avviso al Priore.
Norma 4) Abbia un inventario delle cose che tiene il Sagrestano


Regole particolari = Del Maestro di cerimonia.

Norma 1) L'uffizio del Maestro di cerimonie sia l'ordinare i Fratelli a due a due quando si farà la Processione; osservare se vadino con modestia, avvisare il Padre o Priore.
Norma 2) Mandare ad avvisare per il Sagrestano chi non sia al suo luogo, chi non si ginocchia.
Norma 3) Debba osservare chi non fa la riverenza, chi non si ginocchia, quindi avvisa il Priore per le penitenze da dargli.


Regole particolari = Delli cantori

Norma 1) Sia d'intonare l'Uffizio assieme col Salmo  Venite Adoremus principiandi Inni ed salmi, con ripetere l'antifona cennata dagli Ufficiali a Fratelli.
Norma 2) Diranno i responsori di ognuna lezione, intonare il Te Deum


Regole particolari = Delli lettori

Da provvedere la lezione che sia da leggere in Congregazione e legge con attenzione da farsi capire da tutti.


Regole particolari = Delli Sacrestani.

Sia il venire per tempo nella Congregazione ed aprire la porta, accomodare l'altare e nella seconda domenica del mese debba porre qualche segno dé morti per dire l'Uffizio dé morti, debba accendere la lampada, le candele, assistere il Priore, o gli Assistenti, per avvisare l'antifone, o lezzione, che si manderanno dal Priore, con modestia e riverenza.


Regole particolari = Delli portinari.

Di venire per tempo vicino alla Congregazione e sedere vicino alla porta, per fare entrare i soli Fratelli e non fare entrare alcun altro senza licenza del Priore.


Reegole particolari = Delli Consultori.

Norma 1) Sia con la loro prudenza e divozione, mantenere la Congregazione in Spirito e modestia nell'osservanza della regola, quindi siano obbligati a radunare la consulta per rimediare alli dissordini.
Norma 2) Ogni volta che si farà la consulta generale, che si potrà fare una volta al mese, il Padre o Priore deve dire il Veni Creator Spiritus nell'orazione, ed sit nobis nell'orazione oppure actiones nostres , e poi riproponere la consulta.


Regole particolari = Delli Decani.

Si persuadino i Decani, che da essi dipende il profitto dei Fratelli della Congregazione, specialmente intorno alla frequenza dé Sacramenti. Alli medesimi si assegnano tutti i Fratelli non Ufficiali della Congregazione e si scrivano in una lista, e di qualche mancanza n'avvisano il Padre o Priore.


Regole particolari = Delli Elemosinieri.

Norma 1) L'uffizio di essi sia stare attenti intorno all'elemosina sì in Congregazione, come fuori di essa, quando gli sarà imposto dal Priore.
Norma 2) Quando si farà la congregazione nel cantarsi il salmo "benedictus" subito uno si parta dal luogo, e prenda la bussola, con incominciare dal Priore.


Regole particolari = Delli infermieri.

Sia di stare in ogni diligenza atetnti se s'infermerà alcuno dei Fratelli con andare a visitarlo; ed avvisare il Padre o Priore per ricevere i sacramenti e far fare orazioni per quello, col ora pro .....


Regole particolari = Delli Novizi.

Quegli che mossi dal desiderio di fare cosa grata alla Ss. Madre di Dio e S. Giuseppe vogliano in siffatta Congregazione dare il nome, e col nome anche il cuore, per poter attendere con più fervore all'impeto della propria anima, osserveranno le cose seguenti:
Norma 1) Siano frequenti nella Congregazione, e non manchino senza notabile impedimento.
Norma 2) Prima di essere ammessi dovranno fare la confessione generale ed osservare la regola.
Norma 3) Stiano due mesi o più, o meno nei luoghi infimi e nel qualtempo di dare buon esempio.
Norma 4) Si persuadino, di essere buoni Fratelli , siano buoni novizi.

_____________________________________________

Esiste il documento che riporta "il verbale" della Confraternita redatta dai fratelli; questa è la prima parte curata e resa leggibile da Vincenzo Cicerone.

J. M. J.

Registro di tutte le risoluzioni, che si son fatte in Congregazione in passato, e che si faranno in futuro, per memoria e a tenore delle regole.

Prima risoluzione. Tutta ricopiata. =

Tussio 8 ottobre 1790. Quindi radunati a suon di campana, secondo la regola, nella nostra Congregazione, secondo il solito: D'entro la Chiesa della Madonna della Neve. Si propone avanti la SS.LL., come la recita del Divino Ufficio, ossia Ufficio della Madonna Santissima, ed altri atti di cristiana divozione, fu nella regola munito del Regio assenzo, chiesto, ed ottenuto dalla Maestà sua, che Iddio sempre guardi, e feliciti, la Chiesa della Madonna della Neve; ma comecchè questa si trova distante dall'abitato, situato in luogo umido e freddo, e nocivo alla salute, per cui poco o nulla si frequenta la divozione non meno dà Fratelli, che d'altre persone divote; perciò si propone alle SS.LL. di umiliare ricorso alla Maestà del sovrano, che è del tenore seguente: S. R. M. = Signore = Il Priore, Assistenti ed altri fratelli della laicale Congregazione sotto il titolo della Madonna Santissima dei Sette Dolori e del Patriarca S. Giuseppe, sistante nella Terra di Tussio in provincia dell'Aquila, con divota supplica espone a V. R. M., come nella regola formata, il governo di detta Congregazione, munita di Regio Assenzo, sta prescritto, che la Chiesa della Madonna della Neve dovesse servire per tutte le Funzioni che riguardano la riferita Congregazione e che quivi i Fratelli della medesima fussero obbligati di radunarsi per la recita del Divino Ufficio, e per la pratica di tutti gli esercizi della pietà cristiana. Di rimando detta Chiesa della Neve alquanto distante dall'abitato, e la sua abitazione essendo umida, e fredda, tanti li supplicanti, che la gente divota, si astiene di frequentarla; giacchè l'esperienza ha fatto conoscere, che la lontananza, e più la sua umidita, e fredda posizione ha cagionato a molti non indifferente incomodo, ed anco nella salute: ed uno inconveniente ha prodotto l'altro, che il fervore dei Fratelli si vada scemando, per ciò poco, o nulla attendono al Divino Ufficio ed alle preghiere per i defunti; ad oggetto adunque di allontanare si perniciosi mali, i supplicanti adunati come solito, ed a suon di campanello hanno formato pubblica e solenne conclusione, con la quale hanno risoluto di doversi trasferire l'incominciata Congregazione sotto il titolo della Madonna dei Sette Dolori e di S. Giuseppe dalla Chiesa della Madonna della Neve, in quella della Madonna della Gloria, che è situata dentro l'abitato, ed in un luogo più comodo, ed esente da qualunque inconveniente. Umiliando pertanto a V. M. la riferita conclusione vivamente La supplichiamo di accordare loro la traslazione della suddetta Congregazione dentro la Chiesa della Madonna della Gloria, e lo riceveranno a gratia singolarissima Quam Donus. Quindi si degni trasferire la Congregazione sotto il titolo della Madonna dei Sette Dolori e di S. Giuseppe tanto per la recita del Divino Ufficio, che per gli altri atti di pietà da questa Chiesa detta della Neve, in quella detta Madonna della Gloria, da tutti li qui sottoscritti Fratelli ed Ufficiali maggiori, e minori con la giusta conclusione, secondo il solito, e la formula si è costantemente nemine discrepante conchiuso, e risoluto, che si umili il descritto memoriale di grazia e se ne implori il Real permesso, per l'effetto, ed esecuzione.=

Firmato:

Ferdinando Palmeri primo Assistente, Andrea Rubeis, Loreto Bucciantonio, Domenicantonio Pietrangeli, Pasquale Giorgi, Saverio Santogrossi, Agostino Carosi, Matteo Rubeis, Giancaterino Cicerone, Bartolomeo Santogrossi, Domenicantonio Rubeis, Vitantonio Rubeis, Giuseppe Giorgi, Simone de Rubeis, Francesco Carosi, Orazio Rubeis, Cesidio Cicerone, Loretantonio Leonardis, Angelo de Santis, Pasquale Santogrossi, Loreto Santogrossi, Antonio de Rubeis, Francesco Berardino de Santis segretario.=

Seconda risoluzione

Tussio lì 13 febbraio 1791. Si è radunato a suon di campanello, secondo il solito.= Si propone alla nostra Congregazione, che essondo stato supplicato alla Maestà del Re nostro Signore, si è ottenuto la trasmutazione dalla Chiesa della Madonna della Neve a quella della Gloria, e per detta trasmutazione si sono spesi ducati 14, che devono restituirsi all'avvocato in Napoli; e questa trasmutazione s'intende per officiare alla chiesa della Madonna della Gloria, in cambio di quella della chiesa della Beata Vergine della Neve; e qui gli si era concesso con Regio Assenzo del Re N. S. Dio guardi; ed in ciò si è risoluto, che pro rata si debba pagare da tutti i Fratelli, che si trovano iscritti la somma di ducati 10, perchè il rimanente d'altri ducati 4 a compimenti di ducati 14 per detta trasmutazion ottenuta dalla Regia Com.ne, di poter recitare le preci in questa suddetta chiesa della Madonna della Gloria, si pagano da un benefattore, non altrimenti.=

Tussio 13 febbraio 1791. Si scrivoni li qui sottoscritti Fratelli oggi. Diodato Bucciantonio, Giancaterino Cicerone, Pasquale Silvestri Domeni- cantonio de Rubeis fratello Giambattista Leonardis.

Terza risoluzione

Tussio 13 marzo 1791. = Nella chiesa della Madonna della Gloria radunatisi al suono della campanella, nella nostra Congregazione. In primis si propone di fare il Priore, e tutti gli altri Ufficiali, primo e secondo assistente, tesoriere, segretario, e sagrestano, della nostra Congregazione. Secondo, essendo stati dati a tutti i Fratelli e proposti dal Signor Priore Loretantonio Leonardis e Loreto Bucciantonio, sono stati ritirati i voti, è restato incluso Loretantonio Leonardis per nuovo Priore. Terzo, si propone di fare il primo ed il secondo assistente e da tutti si è accettato per primo assistente Andrea Rubeis, a secondo assistente, Pasquale Giorgi. Quarto, si propone di rifare il tesosiere, da tutti si è risoluto, che per tesoriere serva Antonio di Francesco Rubeis. Quinto, si propone di rifare il segretario, da tutti si è risoluto che serva Giancaterino Cicerone; e per sacrestano Stefano Leonardis.=

Quarta risoluzione

Tussio 10 aprile 1791. Si propone alla nostra Congregazione di fare i scanni: da tutti si è risoluto, che si faccino. Che si paghi un carlino per ciascheduno, o un pezzo di tavola. Secondo, si propone di fare i razionali per vedere i conti al tesoriere passato, e da tutti si è risoluto che serva Andrea Rubeis ed Agostino Carosi.=

Quinta risoluzione

Tussio 29 ottobre 1791. Fu fatta la Viacrucis nella chiesa della Madonna della Gloria dal Padre Giacinto dell'Aquila, guardiano di S. Sebastiano di Fagnano.

Sesta risoluzione

Tussio lì 4 marzo 1792. Nella chiesa della Madonna della Gloria radunatasi a suon della campanella nella nostra Congregazione. In primis si propone di rifare il Priore, e tutti gli altri Ufficiali, primo e secondo assistente, tesoriere, segretario e sacrestano, della nostra Congregazione. Secondo essendo dati a tutti i Fratelli i voti segreti e proposti dal Signor Priore il signor Stefano de Rubeis e Pasquale Santogrossi, sono stati ritirati tutti i voti, è restato incluso il signor Stefano de Rubeis per nuovo Priore. Terzo, si propone di rifare primo e secondo assistente; e da tutti si è accettato per primo assistente il signor Fioralbo Colavecchi e secondo assistente Berardino de Santis. Quarto, si propone di rifare il tesoriere e da tutti si è risoluto, che per tesoriere serva Saverio Santogrossi; e per sagrestano Stefano Leonardis.

Nel 1793 fu Priore Loreto Santogrossi.

Tussio 18 maggio 1794.= Essendosi noi tutti Congregati nella nostra solita chiesa, ed avendo il Signor Priore proposto di voler prendere tutti gli rocchetti, servendino per uso a questa nostra compagnia, e per poter andare nella processione; si è da tutti risoluto, nemine discrepante, che si faccino quanto di sopra si è detto. = Ferdinando Palmeri Bartolomeo Santogrossi Pasquale Santogrossi Loreto Bucciantonio Loretantonio Leonardis Angelantonio Rubeis Pasquale Giorgio Diodato Bucciantonio Loreto Santogrossi Bernardo Di Livio Domenicantonio Rubeis Stefano Leonardis Io Angelo Giovanni Leonardis Io Domenico Santogrossi Giuseppe Leonardis Giancaterino Cicerone Fioralbo Colavecchi.

Tussio 27 marzo 1796. = Priore D. Fil. D. Giambattista De Meis Assistente primo Signor Fioralbo Colavecchi secondo il Signor Notar Stefano de Rubeis cantori Loreto Santogrossi Giancaterino Cicerone Sacrestano Angelo Giovanni di M. Eusanio Leonardis Tesoriere Cesidio Cicerone Esattore Berardino de Santis Fratelli: Loretantonio Leonardis Angelantonio Rubeis Giuseppe de Leonardis Domenicantonio di Angelantonio Rubeis Pasquale Giorgio Loretantonio Bucciantonio ed il di lui figlio Diodato Antonio di Francesco Rubeis Simone di Ambrogio Rubeis Bartolomeo Santogrossi Giuseppe di Giovanni Leonardis Loretantonio Carosi Bernardo Di Livio Pellegrino Gesualdo Novizi: Saverio Santogrossi Domenico di Giovanni Santogrossi Francesco di Domenico Rubeis = Tutti li soprascritti Fratelli sono intervenuti alla recita dell'Ufficio ed han promesso espressamente osservare quanto viene stabilito dalle regole, e di non mai mancare alla recita dell'Ufficio, et altrimenti sine die, et anno quo supra, e quelli non intervenuti saranno cassati.

Tussio 16 maggio 1796: Nella solita chiesa della Madonna della Gloria, nella Congregazione di Maria Santissima Addolorata, e di S. Giuseppe, si siamo dichiarati veri Fratelli della detta Congregazione, e di osservare le regole prescrittoci con tutta esattezza; e perciò si abbiamo primo confessato, indegnamente, chi a Don Loreto Santarelli, in chiesa parrocchiale, e chi è andato al nostro Signor Prevosto in Congregazione e chi è andato fuori a confessarsi; indi finiti, che s'abbiamo tutti confessato, mancanti però, il Signor Notar de Rubeis, Loretantonio Bucciantonio, e Francesco Carosi; s'abbiamo radunati in congregazione ed abbiamo recitato l'Ufficcio di Maria Santissima. Finito l'Officio ci ha fatto un discorsetto Don Vincenzo de Leonardis sopra l'osservanza delle regole, e della nostra comune Professione da farsi oggi: e così abbiamo la nostra Professione, col Veni creator spiritus tutto intero cantato. Poscia abbiamo tutti recitata l'orazione, che sta registrata nel libretto delle regole, manoscritte, così aver tutti noi promesso a Maria Santissima Addolorata e a S. Giuseppe, di sempre servirla in questa nostra Congregazione. Indi dato il Pax tecum a tutti. Finalmente abbiamo cantato il Te Deum coll'orazione finale.

Ci ha Don Vincenzo de Leonardis applicato la Messa, e ci ha comunicato; e così, ci siamo riconciliati, risoluti e da principio alla vera osservanza delle regole nella nostra Congregazione; e chi vuol perseverare perseveri, altrimenti si cacciano dalla Congregazione; perchè è meglio pochi, ed osservanti, che molti: e così si è risoluto. Fratelli presenti sono stati: Giuseppe Leonardis Bernando Di Livio Saverio Santogrossi Pellegrino Gesualdo Angelantonio Rubeis Giuseppe di Giovanni Leonardis Loretantonio Leonardis Berardino de Sanctis Angelo de Sanctis Bartolomeo Santogrossi Antonio di Francesco Rubeis Cesidio Cicerone tesoriere Pasquale Giorgio Domenicantonio d'Angelantonio Rubeis Simone d'Ambrosio Rubeis Diodato Bucciantonio Loreto Santogrossi cantore, Giancaterino Cicerone cantore, Angelo Giovanni di M. Eusanio Leonardis sacrestano Loretantonio Carosi Francesco di Domenico Rubeis novizio, Domenico di Giovanni Santogrossi novizio, Sigor Fioralbo Colavecchi primo assistente Giovanbattista de Meis Priore, ed ha scritto ed copiato dall'altro libro che si porta continuamente in Congregazione più piccolo di questo, la presente, e l'altre antecedenti: et Laus Deo.

Tussio li, 5 marzo 1797: = Nella chiesa della Madonna della Gloria, radunati tutti i Fratelli della nostra Congregazione, secondo il solito, per fare i nuovi Ufficio, secondo la regola. Perciò dal vecchio Priore De Meis si nominano due persone, cioè i Signor Comp. Fioralbo Colavecchi e Cesidio Cicerone, per il nuovo Priore, ma pero Cesido suddetto non ha voluto affatto essere bussolato, e da quasi tutti i Congragati hanno risoluto, che si ribussolasse De Meis, perciò avendosi bussolato prima il Signor Comp. Colavecchi, si sono trovati voti inclusivi numero 7 e voti esclusivi numero 10; avendosi poi bussolato De Meis, si sono trovati voti inclusivi numero 15, ed esclusivi numero 2, perciò son rimasto incluso per la seconda volta, per nuovo Priore della nostra Congregazione. Avendo poi nominato io per Primo assistente la persona di Loreto Santogrossi e Loretantonio Leonardis ed avendosi bussolato Loreto suddetto si sono trovati voti affermativi numero 16, ed esclusivi numero 1: bussolato poi Loretantonio suddetto, si sono trovati voti affermativi numero 14 ed esclusivi numero 3, perciò resta per maggioranza di voti per Primo assistente Loreto Santogrossi. Per il. secondo assistente nominatosi da me Giancaterino Cicerone, e Berardino de Sanctis, bussolatosi Giancaterino suddetto, si sono trovati voti inclusivi numero 16, ed esclusivi numero 1: bussolatosi Berardino suddetto, si sono trovati voti inclusivi numero 5, ed esclusivi numero 12, perciò resta incluso Giancaterino Cicerone per maggioranza di voti, per secondo assistente. Avendosi poi nominato da me per il nuovo tesoriere la persona di Angelantonio Rubeis e Cesido Cicerone, bussolatosi Angelantonio suddetto, si sono trovati voti inclusivi numero 15, ed esclusivi numero 2, bussolatosi Cesidio suddetto, trovati voti inclusivi numero 14, ed esclusivi numero 3, perciò resta incluso per nuovo tesoriere Angelantonio Rubeis, per maggioranza di voti. Per cantori, unica voce, sono Angelo Giovanni di Eusanio Leonardis, e Francesco di Domenico Rubeis. Per maestro dé novizi e di cerimonia si è da tutti risoluti unica voce, la persona del Signor Fioralbo Colavecchi. Per sacrestano unica voce, la persona di Saverio Santogrossi. Così si è risoluto e non altrimenti. Si è cantato il Te Deum, e datosi il posso: e si è da tutti risoluto ancora che si dassero due messe al sacerdote Don Giuseppe Giorgio, per l'anima del defundo Pasquale di Domenicantonio Silvestro, per limosina di due Messe grana 24. Che il tesoriere passato Cesidio Cicerone debba dar conto in Congregazione oggi a atto. Gli Congregati votanti sono stati io De Meis, signor Colavecchi, Cesidio e Giancaterino Cicerone, Angelantonio ed il figlio Domenicantonio Rubeis, Giuseppe di Giovanni Leonardis, Giuseppe Leonardis, Loretantonio Leonardis, Berardino de Sanctis, Loretantonio Carosi, Pellegrino Gesualdi, Simone d'Ambrosio Rubeis, Saverio Santogrossi, Angelo Giovanni d'Eusanio Leonardis, Francesco di Domenico Rubeis, Antonio di Francesco Rubeis, Pasquale Giorgio: sono numero 18. G. De Meis Priore ho scritto la presente per futura memoria, secondo le nostre regole

Tussio 24 ottobre 1797. = Nella nostra Congregazione si è proposto dal Priore che il Signor Don Giuseppe Giorgio fin da quando s'ottenne il liceat per la trasmutazione in questa chiesa della Madonna della Gloria, fu speso una qualche somma di denaro; motivo per cui avanzava molto a questa Congregazione, ma siccome vuole fare beneficio a questa Congregazione, così altro non vuole che solo trenta carlini, onde risolvono, e si è risoluto da Fratelli che si debbano restituire i trenta carlini, per ultimo a finale pagamento, al suddetto Don Giuseppe, anche per averci fatto beneficio con rilascio d'altro denaro, onde così si è risoluto, con mandato del Priore. Fratelli prsenti: Primo assistente Loreto Santogrossi, Secondo assistente Giancaterino Ciceromne, Cesidio Cicerone, Pasquale Giorgio, Angelantonio Rubeis ed il figlio Domenicantonio, Berardino de Sanctis, Antonio di Francesco Rubeis, Pellegrino Gesualdo, Bernanrdo Di Livio ed altri Fratelli. G. De Meis Priore.=

Tussio 4 marzo 1798. = Rinnovo delle cariche (omissis).

Tussio 19 marzo 1798. Nella nostra Congregazione si propone ai Fratelli se le Sorelle debbano pagare l'entratura si; o no; e si è da tutti risoluto, che da oggi, e per sempre debbano pagare grana 12 per entratura, chi vuole ascriversi per sorella la donna, e poi pagare in ogni anno grana 6, onde così si è risoluto da Fratelli, Priore Cesido Cicerone, Primo assistente G. De Meis, Secondo assistente Signor Colavecchi, e la maggior parte dé Fratelli, onde si registra per futura memoria. G. De Meis scrittore.

Tussio 15 agosto 1798. Si propone in Congregazione, che per la festività del Patriarca S. Giuseppe debbano i Fratelli pagare grana 5 per ciascheduno, onde da tutti i Congregati così sia risoluto, e nello stesso tempo si è ricevuto per Fratello Stefano Leonardis col Veni ed il canto del Te Deum.

Tussio 10 marzo 1799 Rinnovo cariche (omissis).

Tussio 2 marzo 1800. Rinnovo cariche (omissis).

Tussio 9 marzo 1800. Nella chiesa della Madonna della Gloria radunati i Fratelli si propone alle Signorie Loro, come questa nostra chiesa, da molto tempo a questa parte ritrovasi quasi andando alla giornata, e sospesa dal Vescovo, onde dicano che si deve fare: e già da tutti è risoluto, e si principia a fare l'ammannimento, di arena, calce, pietre. Firmato Loreto Santogrossi, Cesidio Cicerone, Angelantonio Rubeis, Berardino de Santis Loretantonio Leonardis, Domenicantonio Rubeis, Bartolomeo Santogrossi, Simone Rubeis, Pasquale Giorgio, Angelo de Sanctis, segno di croce di Saverio Santogrossi, Stefano Leonardis, Fioralbo Colavecchio, Giancaterino Cicerone, G. De Meis Priore.

Tussio lì 25 ottobre 1800. Nella nostra Congregazione radunati i Fratelli nella chiesa della Madonna della Gloria si propone a lor Signori, come, si deve riportare la calce nel nostro fosso; onde se devesi gratis riportare, oppure pagare il porto, risolvono, e si è risoluto, che si paghi il porto a salma, come meglio si può convenire, onde però è stata riportata gratis la calce. Firmato: Giancaterino Cicerone, Fioralbo Colavecchi e G. De Meis Priore.

Tussio lì 18 gennaio 1801. Nella chiesa della nostra Congregazione radunati i Fratelli si propone a tutti i Fratelli, che per rifornire, e fare la lamia in questa nostra Congregazione ci vuole la divozione di nuovi Fratelli con aiutare questa spesa da farsi un poco per ciascheduno, gratis; cioè pietra, e arena da tutti noi si deve restringere; onde risolvono come si deve fare. Si è risoluto da Fratelli, che il Priore farà i cartelli per i Fratelli, che ogni Fratello caverà dove gli pare l'arena, e pietra, e che ogni Fratello porterà due viaggi d'arena, e due di pietra, onde così si è risuluto. Firmato Giancaterino Cicerone, Fioralbo Colavecchi e G. De Meis Priore.

Tussio lì 1 marzo 1801. Rinnovo cariche (omissis).

Tussio lì 15 marzo 1801 Rinnovo altre cariche.

Tussio 12 agosto 1801. Accettazione novizi.

Tussio 14 marzo 1802. Rinnovo cariche (omissis).

Tussio 5 aprile 1802. Rinnovo altre cariche.

Tussio 9 maggio 1802 Nomina Padre spirituale.

Tussio 16 gennaio 1803 Accettazione Fratello.

Tussio 6 febbraio 1803. Nella chiesa della Madonna della Neve radunatasi tutti i Fratelli a suon di campana, secondo il solito, con l'assistenza dell'Ill.mo Signor Don Vincenzo de Leonardis e dell'economo Prevosto don Francesco de Rossi. Il Priore deve proponere in questa nostra Congregazione, come richiede il suo Ufficio, secondo le nostre regole, varie cose necessarie, ed importantissime, da eseguirsi inevitabilmente, altrimenti con la pena da stabilirsi, per tutti i congregati. In primo luogo dovete sapere, che i nostri fratelli professi sono di numero 28, si levano tre assenti, e tre di fresco professo, onde restano numero 22 presenti, come dalla nota estratta dal libro, che si esibisce dal nostro tesoriere: questo l'ho veduto da molto tempo a questa parte, e molti si sono fatti disertori della nostra Congregazione, e quasi niuno ha pagato le grane 10 annue, chi un anno, chi due, chi tre, chi quattro, chi cinque. I disertori più antichi sono: Loretantonio Leonardis, Giuseppe Leonardis, Loretantonio e figli Bucciantonio, Loretantonio Carosi, Simone Rubeis, Antonio di Francesco Rubeis; onde risolvono loro Signori, se vogliono pagare l'attrasso, e corrente, com'anche i disertori se vogliono rientrare in Congregazione, oppure scassare nel libro: come già il disertore Antonio di Francesco Rubeis, in mia presenza s'è dichiarato che vuol'essere scassato. Secondo si propone, come alli 9 marzo 1800, si propose in questa nostra Congregazione la proposizione per il rifacimento di questa chiesa, alla quale ecco il libro, che si legge scritto, con un'altra risoluzione scritta il 18 gennaio 1801 come dice così .... onde in vista di ciò, dovete sapere che si è fatta la scrittura dal Mastro fabbricatore Andrea Damiani di Navelli, ed è questo di che risolvono, e riflettono con vera divozione; mentre dobbiamo sforzarsi alla limosina per il supplemento del danaro, che potrà mancare, chi darà più, chi meno, secondo la forza tra noi Fratelli, e si registreranno i nome dei Fratelli per quel tanto di limosina che da ciascuno viene offerto, per futura memoria. Si è comprato il Gesso decine 200; ducati quattro e mezzo. Per i mattoni di fabbrica, un migliaro, devono andarsi a prendere a Bussi, onde risolvono loro Signori, e conchiudono tutto il mio esposto. Terzo finalmente si deve nominare dal Priore, secondo le nostre regole, con la maggioranza di voti segreti di Fratelli un dotto e zelante sacerdote per Padre spirituale della nostra Congregazione. Perciò nomino la persona dell'illustrissimo Signore Don Vincenzo de Leonardis, onde risolvono loro Signori. Si è risoluto per la prima proposizione che i tre Fratelli Pasquale Giorgio, Antonio Rubeis e Giuseppe Leonardis, siano esclusi nella nostra Congregazione, chè da loro stessi si sono licenziati. Riguardo alla seconda proposizione si è risoluto, che tutti gli Fratelli vogliono pagare tutto l'attrasso, e corrente, ed osservare; ed ognuno sforzarsi secondo le proprie finanze per soccorso da darsi per tutto ciò bisognare al lavoro stabilito dal suddetto Mastro Andrea, giusto la scrittura firmata, la quale si è approvata da tutti gli Fratelli, come ancora, che tutti quei Fratelli, che non hanno portato l'arena si dichiarano di voler adempiere alla loro obbligazione. Per il terzo punto, per il padre della nostra Congregazione si è risoluto da tutti li nistri Fratelli, che la nomina fatta dal Priore per il nominato illustrissimo Signore Don Vincenzo de Leonardis, onde in mancanza del suddetto sostituirà un'altro sacerdote in sua vece; onde così si è risoluto, e conchiusi da tutti li congregati. Firmato: Loretantonio Carosi, Loretantonio Leonardis, Simone de Rubeis, Loreto Bucciantonio, Bartolomeo Santogrossi, Diodato Bucciantonio, Cesidio Cicerone, Angelantonio Rubeis, Domenicantonio Rubeis, Giovanbattista Santarelli, Giancaterino Cicerone, Angelo Giovanni Leonardis, Loreto Santogrossi, segno di croce di Saverio Santogrossi, e di Ilario Grilli, Fioralbo Colavecchi, Giovanni De Meis Priore, Don Francesco de Rossi e Don Vincenzo de Leonardis.

Tussio lì 20 febbraio 1803. Nella nostra Congregazione nella chiesa della Madonna della Neve, si propone come si deve andare a prendere i mattoni, a S. Pio delle Camere, un migliaro, onde risolvono per domani. Secondo si deve fare l'arghistiero per la lamia. Terzo si deve cuocere il gesso e ci voglione le legna. Si è risoluto per la prima proposizione, che domani si devono andare a prendere i mattoni a S. Pio, da tutti li fratelli, un migliaro da ripartirsi per ciascheduno, che il Priore farà i cartelli. Per l'arghistiero, che ciascuno contribuisca quel tanto, che puote. Per cuocere il gesso, che si compra il gesso a spese della Congregazione. Firmato: Loreto Santogrossi, Bartolomeo Santogrossi, Loreto Bucciantonio, Loretantonio Leonardis, Angeloantonio Rubeis, Domenicantonio Rubeis, Giancaterino Cicerone, Giamberardino Rubeis, Giambattista Santarelli e Giovanni de Meis Priore.

Tussio lì 17 aprile 1803. Nella nostra Congregazione e chiesa della Madonna delle Glorie. Radunati i Fratelli a suon di campana. Si propone che già è compita l'opera del Mastro Fabbricatore Andrea Damiani; secondo la scrittura, si è pagato, e se n'è partito. Già si ricomincia la nostra Congregazione. Dovete sapere, che il debito che s'è fatto, è grande, perciò si deve levare con la limosina dei benefattori. In primis si devono ricomprare pingi numero 100 per restituire al Signor Notar de Rubeis; per ciò per il porto si deve andare da noi a Campana. Per secondo si deve rifare il Priore secondo le nostre regole, ed altri Ufficiali. Per terzo Pasquale Santogrossi, ed il Signor Notar De Rubeis vogliono essere Fratelli, e fare la Professione. quarto si deve fare lo scavo nell'orto. Quinto alli 27 di questo mese si farà la festa del Patrocinio di S. Giuseppe, e si andrà per la limosina per il paese, che sì avessimo molto bisogno; onde risolvono. Si è risoluto, che per i pinci e mattoni si mandano a prendere per martedì prossimo da sei Fratelli con le vitture, cioè il Priore, Angelantonio, Loretantonio Bucciantonio, Simone e Giamberardino, e Mastro Eusanio, che sono numero 6. Pinci 150, e mattoni 32. Per la seconda proposizione si è risoluto, che per oggi ad otto si risolverà per i nuovi Ufficiali. Per la terza proposizione, si è risoluto, che facciano la Professione, e non altrimenti i suddetti Pasquale Santogrossi ed il Signor Notar. Per la quarta si è risoluto, che una festa per S. Croce de Fratelli si farà lo scavo. Per quinto, finalmente, per la festa di S. Giuseppe si farà alli 27 del corrente e si anderà per la limosina per il paese; il reverendo sacerdote Don Francesco de Rossi, Loreto Santogrossi, e Domenicantonio Grilli, e così non altrimenti. Firmato: Giancaterino Cicerone, Domenicantonio Grilli, Bartolomeo Santogrossi, Loreto Bucciantonio, Simone Rubeis, Angelo de Sanctis, Loreto Santogrossi, Angelantonio Rubeis, Giamberardino Rubeis, Diodato Bucciantonio, Cesidio Cicerone e segno di croce di Ilario Grilli, G. de Meis Priore.

Tussio lì 24 aprile 1803. Nella chiesa della Madonna della Gloria. Radunati i Fratelli in Congregazione. Si propone a lor Signori, come Loretantonio Leonardis ha cacciato un finestrino sopra il tetto di detta chiesa; perciò da tutti i Fratelli, si è risoluto, che il suddetto Leonardis che la richiuda per domani, come già ha promesso. Si è risoluto da tutti i congregati che il Priore G. de Meis e il tesoriere Angelantonio Rubeis seguitino il loro ufficio per quest'altro anno. Per primo assistente e secondo assistente. Per primo assistente si è bussolato Giancaterino Cicerone, e si sono trovati voti inclusivi 17 ed uno esclusivo, per ciò resta incluso. Si è bussolato Loreto Santogrossi, si sono trovati voti inclusivi 17, esclusivi uno, per ciò resta incluso, onde così si è da tutti risoluto. Firmato: Cesidio Cicerone, Angelo Giovanni Leonardis, Loreto Bucciantonio, Bartolomeo Santogrossi, Domenicantonio Grilli, Angelo de Sanctis, Simone de Rubeis, Domenico Santogrossi, Fioralbo Colavecchi, Angelantonio Rubeis, Giambattista Santarelli, Loretantonio Leonardis, Diodato Bucciantonio, segno di croce di Saverio Santogrossi, e segno di croce di Ilario Grilli, Domenicantonio Rubeis, Giancaterino Cicerone primo assistente, Loreto Santogrossi secondo assistente, G. de Meis Priore.

Tussio li 27 aprile 1803. Nella chiesa della Madonna della Gloria, radunati i fratelli a suon di campana. Si propone come nelle processioni, chi non c'interviene de Fratelli ci sarà la puntatura, onde risolvono. Secondo si deve fare il sacrestano appunto per segnare la puntatura de Fratelli, che non vengono alla recita dell'ufficio, onde nomino la persona di Domenicantonio Grilli. Si è risoluto, che per le processioni chi non viene pagherà le grana 5. Per sacrestano si è risoluto che sia Domenicantonio Grilli. Firmato: Diodato Bucciantonio, Domenicantonio Grilli, Bartolomeo Santogrossi, Angelogiovanni Leonardis, Loreto Bucciantonio, Angelo de Sanctis, Cesidio Cicerone, Giamberardino de Rubeis, Simone de Rubeis, Angelantonio Rubeis. Primo assistente Giancaterino Cicerone. Secondo assistente Loreto Santogrossi. G. de Meis Priore.

Tussio lì 8 maggio 1803. nella chiesa della Madonna della Gloria. Radunati i Fratelli al suon di campana, secondo il solito. Si propone come si deve fare l'accettazione per il nuovo novizio Angelo Santogrossi, onde si deve bussolare e già si bussola. Si sono trovati voti inclusivi numero 14, ed esclusivi numero zero; perciò resta accettato per Fratello, ma resta di fare la Professione. Firmato: Loreto Santogrossi secondo assistente, Giancaterino Cicerone primo assistente e G. de Meis Priore.

Tussio 5 giugno 1803. ella nostra Congregazione, radunati i Fratelli, si propone, come si deve fare i razionali per il conto del tesorie attuale Angelantonio Rubeis, che s'è compito l'anno, e corre i due; onde secondo le nostre regole si deve nominare dal Priore due razionali per la visura de conti. Sicchè dal Priore si nomina la persona di Cesidio Cicerone e Loreto Santogrossi, perciò risolvono; e così si è risoluto da tutti senza discrepanza alcuna, che siano i detti nominati. Firmato: Angelo de Sanctis, Domenicantionio Rubeis, Domenicantonio Grilli, Berardino de Sanctis, Fioralbo Colavecchi, Angelantonio Rubeis,Giancaterino Cicerone, segno di croce di Saverio Santogrossi, G. de Meis Priore.

Tussio lì 8 aprile 1804. Rinnovo cariche (omissis).

Tussio 21 aprile 1805. Nella nostra Congregazione si è risoluto da tutti i Fratelli, che si facci la festa del Patrocinio di S. Giuseppe, alli 5 di maggio, che si vadi per la questua gli assistenti, e sacrestano. Si è fatta la lettura del passato tesoriere, per cui resta liberato, onde. Firmato: Domenicantonio Grilli, Berardino de Sanctis, Angelo de Sanctis, Simone de Rubeis, Domenico Santogrossi, Bartolomeo Santogrossi, Luca de Rubeis, Giambattista Santarelli, Loretantonio Carosi, Ilario Grilli, Angelo Santogrossi, Giancaterino Cicerone, Loreto Santogrossi e G. de Meis Priore.

da Dorando (22 febbraio 2013)

Questo è il bussolotto (urna), restaurato da Carlo De Rubeis al quale va l'encomio della nostra comunità, che si utilizzava per le votazioni che avvenivano nella Confraternita di Tussio; vi si introducevano i ceci bianchi per votare a favore e quelli neri per il parere contrario, all'interno del foro vi era un diaframma di pelle che impediva la fuoriuscita dei ceci in caso venisse rovesciato. (dai verbali della Confraternita)

______________________________

a cura di Toni Santogrossi

grafica e supporto tecnico: Giulia Cicerone