<% id_sezione = 2 %> Chiesa Parrocchiale

 

Chiesa Parrocchiale

La Congrega
- Regola della Congregazione

Madonna di Loreto

Madonna della Neve

Madonna in Gloria

Il Campanile

Santa Anatolia Martire

Le fabbriche

  Fratellanza di San Giuseppe

la Congrega


Comunicante con la Chiesa Parrocchiale è il fabbricato ove ha sede la Fratellanza, che porta il titolo di S. Giuseppe e della SS. Vergine Addolorata, eretta nell’anno 1789 con decreto reale di Ferdinando II di Napoli. Prima e durante la costruzione di questo edificio i Fratelli si riuniscono nella Chiesa della Madonna della Neve, antica parrocchia sita poco lontano dall’abitato (nel 1791 la Confraternita si trasfrerisce nella chiesa della Madonna in Gloria perchè la prima risultava fuori mano, umida e fredda e pertanto poco frequentata).
Nella facciata esterna vi sono due occhialoni, il portale in pietra e una nicchia con affresco moderno raffigurante S. Giuseppe.

Nell’anno 1836 il concittadino Francesco De Rubeis, per incarico del Priore, costruiva il magnifico coro, fine lavoro in noce massiccio, consistente in ventisei stalli.
Anche qui v’è un organo con due robuste colonne che sorreggono la cantoria in legno di noce artisticamente intagliato, ove sono espressi motivi musicali. Vero gioiello d’arte è considerata la cassa che racchiude l’organo. L’opera fu eseguita nel 1881 dagli artisti Cerasoli di Capestrano.
La volta della Congrega fu decorata con pregevoli figure nell’anno 1903 dall’esimio pittore Bizzoni dell’Aquila.
A sinistra di chi entra, sulla parete, si legge questa iscrizione in marmo:

" primo centenario della fondazione
della Congrega di San Giuseppe e
Maria SS. Addolorata --- 25 settembre 1889"......

Fin dal 1849 anche la congrega aveva una propria campana per convocare i fratelli alle adunanze. Spezzatasi per un incidente, ne venne fusa un’altra del peso di 150 chilogrammi, e ne furono padrini il comm. Gaetano De Rubeis e il comm. Gaetano Cicerone.
La pala dell’altare, del XVII sec. della scuola napoletana, rappresenta la morte di S. Giuseppe. Annessa alla sede della Fratellanza a sinistra dell’altare, s’apre una grande cappella dedicata alla Santa Vergine Romana Anatolia, di cui si ammira la bella statua.
Vi si conserva anche un meraviglioso bozzetto dipinto ad olio su cartone raffigurante la morte di S. Giuseppe come nella pala suddetta.

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RESTAURO DEL CATINO ABSIDALE E DI DUE DIPINTI AD OPERA DI:

Sinopia sas di Tonio De Amicis e c.


-Conservazione e Restauro Opere d'Arte
-
Via Del Ponte,10 Civitaretenga(AQ)
Lab.Via Mulino Rossi,8 Prata D'Ansidonia (AQ)
Cod. Fisc. e P.IVA 01565390661 cell.3397462560

il lavoro è stato fatto grazie al forte interessamento del Comitato Parrocchiale composto da:

Filiberto Leonardis
Giovanbattista Rossi
Giuseppe Giordani
Domenico Cicerone

(Il restauro pittorico e ligneo è stato effettuato grazie all'impegno particolare di Filiberto che ha costantemente seguito le richieste e sollecitato gli interventi della Regione Abruzzo e della Fondazione Cassa di Risparmio dell'Aquila.
Un ringraziamento va anche ai giovani della famiglia Giordani sempre pronti a collaborare;da D. Cicerone)
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ecco la relazione che "Sinopia" ha presentato alla Soprintendenza P.S.A.E.:

Il restauro del catino absidale della Cappella della Confraternita di San Giuseppe e Maria SS.ma Addolorata e di due dipinti ad olio su tela del XIX sec. siti nella Chiesa di San Martino in Tussio. -AQ

L'attuale assetto decorativo della Cappella dovrebbe essere frutto di un restauro risalente al 1903,come testimoniato dal cartiglio presente all'apice dell'archivolto di accesso al presbiterio.

E' ancora da verificare,attraverso l'acquisizione di ulteriori dati con i prossimi interventi, se la data si riferisce ad una integrazione di decorazioni e dipinti già presenti o se ad un rifacimento ex novo,come sembra plausibile, dell'apparato decorativo.

Tale intervento di nobilitazione delle superfici, ascrivibile alla data del 1903,con dipinti figurativi a tempera di buona fattura, opera del pittore Bizzoni di scuola patiniana, come citato in un documento della confraternita, decorazioni di girali floreali eseguiti a finti stucchi con godibile effetto di tromp-l'oeil, dorature ad opera di tal Armando Necchi( che si firma dietro la cassa dell'organo) e finti marmi, si è plausibilmente sovrapposto ad una precedente semplice decorazione, della prima metà dell'ottocento, che consisteva essenzialmente in stucchi monocromi, specchiature di colore grigio e rosato e finte finestre in corrispondenza della parete della chiesa adiacente di epoca anteriore.

La decorazione si arricchisce nella zona absidale, con puttini in stucco che sorreggono una cornice entro cui è rappresentata,sempre in stucco, l'Addolorata;cherubini e festoni di fiori e frutti dorati contornano tre dipinti ad olio su tela del XIX sec., due dei quali a forma ovale e di felice mano esecutiva;al centro della volta un dipinto che rappresenta lo Spirito Santo contornato da una schiera di cherubini di bella fattura.

L'intervento di restauro che si è reso possibile grazie all'impegno dei confratelli della Confraternita e di un contributo di € 20.000,00 da parte della Regione Abruzzo è stato effettuato dalla Ditta Sinopia di Tonio De Amicis e Alida Wolbeek con la supervisione tecnico-scientifica della Soprintendenza P.S.A.E. della stessa regione e la direzione della Dott.ssa Rosella Rosa .

I lavori, che si sono svolti tra maggio e ottobre 2006, rappresentano un primo lotto di un progetto complessivo di recupero degli apparati decorativi presenti nella cappella ed hanno interessato il catino absidale per una superficie di circa 50 mq e due dei tre dipinti ad olio su tela che decorano l'abside.

Il restauro

Il catino absidale

La corretta fruibilità del manufatto era compromessa dal pessimo stato di conservazione delle decorazioni,dovuto prevalentemente alle infiltrazioni di acqua piovana dalle coperture e allo spesso strato di polvere e nerofumo di ceri devozionali depositato sulle superfici dipinte;la penetrazione di acqua aveva provocato distacchi dell'intonaco di supporto,cadute e sollevamenti critici dello strato pittorico e delle dorature e favorito la formazione di muffe, mentre il notevole accumulo di nerofumo aveva offuscato ed alterato irreversibilmente vaste porzioni delle decorazioni eseguite a tempera.

L'intervento è consistito,sinteticamente,nelle operazioni di consolidamento degli intonaci e dello strato pittorico,di pulitura delle superfici dipinte , degli stucchi e delle dorature, con la rimozione di tutte le sostanze estranee sovrammesse,di stuccatura delle lacune, del ripristino di dorature mancanti e della reintegrazione pittorica.

Infine, con il ripristino delle campiture grigie del fondo e delle specchiature rosate, si è completato l'intervento restituendo luminosità alle superfici decorate.

I dipinti

Anche i due dipinti ovali ad olio su tela della metà del XIX sec.,che rappresentano San Giuseppe e Santa Apollonia che affiancano il dipinto centrale, sono stati oggetto di restauro.

I due manufatti in precario stato conservativo con allentamenti della tela di supporto,lacerazioni,cadute di colore ed estesamente ridipinti,sono stati rifoderati con tela di canapa e colla di pasta,montati su nuovi telai lignei ad espansione regolabile,puliti con la rimozione di tutte le manomissioni estetiche, stuccati ed infine reintegrati cromaticamente per ridare unità di lettura al testo figurativo.

Le riprese fotografiche, prima e dopo gli interventi, mostrano il recupero della fruibilità delle opere in precedenza compromessa dal pessimo stato di conservazione.

È auspicabile il proseguimento degli interventi di restauro, al fine di fermare il processo di degrado della cappella e restituire alla collettività una significativa testimonianza storico-artistica.





dipinto di san Giuseppe

dipinto di santa Anatolia

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Targa realizzata per onorare i Tussiani in America che il 19 marzo 1904 in Windber, riunitisi per onorare il nostro patrono S. Giuseppe, donarono la cifra di £ 615 con la quale, a perenne ricordo, furono acquistati 2 candelabri di bronzo dorato con la legenda sul piedistallo "viva Maria, S. Giuseppe e Santa Anatolia" (uno di questi è stato restaurato da Luisa Di Pasquale qualche anno fa), 6 lampadari di cristallo, 14 Via Crucis con cornice e cimosa dorata e un tabella con cornice e cimosa dorata per contenere i nomi di 400 fratelli della Confraternita.

Segue l'elenco dei 66 donatori, qualcuno non di Tussio.

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a cura di Toni Santogrossi

grafica e supporto tecnico: Giulia Cicerone