<% id_sezione = 2 %> *Benvenuti a Tussio* ____ Il paese più bello del mondo

 

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CLUB DEI POMICIONI

la provocazione di un decennio

 

Tussio 16 agosto 2013

Piazza della Chiesa
(dalle ore 21,25 alle ore 21,55)

 

Introduzione

 

Sulla scia degli argomenti trattati dal 1994 ad oggi, questa sera parleremo di un altro pezzo di storia di Tussio.
Precedentemente abbiamo sviluppato temi molto seri.

Nel '94, con le Notti della Repubblica abbiamo parlato della vita sociale e familiare che si svolgeva nel paese soprattutto d'inverno: abbiamo parlato delle stalle, degli incontri amorosi, del fidanzamento e del matrimonio. Poi delle credenze di un tempo, neanche remoto; dei malocchi, delle streghe e stregonerie.

Nel '99 sempre con le Notti della Repubblica, abbiamo raccontato della religiosità nel paese legata ovviamente alla chiesa cattolica; alle funzioni che si svolgevano; alle processioni ed ai luoghi di culto. Poi abbiamo parlato della nostra emigrazione con i suoi vantaggi e svantaggi.

Nel 2007 abbiamo festeggiato la poetessa Vanda Santogrossi, che ha scritto oltre 60 poesia su Tussio e i tussiani; con lei, il prof. Giovanni Leonardis che aveva scritto un libro di memoria del nostro paese e Lino Giorgi che aveva dato alle stampe un bel libro di poesie.

Nel 2008 abbiamo ricostruito e proiettato i filmati recuperati in Rai sui ritrovamenti dei Leoni di Tussio.

Questa sera parleremo di argomenti più leggeri. Parleremo della vita e della spensieratezza che Tussio ha vissuto fra la fine degli anni '60 e gli inizi degli anni '80, ahinoi, del secolo scorso.

I temi sono due. Entrambi legati alle feste, al divertimento, al ridere, alla musica.
Il secondo degli argomenti riguarda la storia “artistica” di 5, 6, 7 ragazzi che agli inizi degli anni '70 si cimentarono con la musica e con la voglia di suonare come facevano i complessi beat di allora.
Tutti avete capito che parleremo del complesso: Spazio Vitale.

(pausa eloquente)

Avrete notato che, finora, ho parlato al plurale perché tutti gli altri lavori sono nati dalla condivisione di più persone …

(pausa eloquente) (proiezione titolo)

Adesso, invece, rispolverando l'argenteria dei bei ricordi....vorrei provare a raccontare un storia. Una storia che una volta c'era ed ora non c'è più,una storia che nata all'improvviso e si è svolta per tutto un decennio, un tempo quello, fatto di avvenimenti e "rivoluzioni" che avrebbero cambiato costumi, modi di pensare, di vivere, anche in un paesino dell'entroterra abruzzese, solo apparentemente defilato dai dibatti culturali: Tussio.

(fine proiezione titolo)

(lettore)

Era verso la fine degli anni '70, il 1977 o il '78, in una qualsiasi giornata estiva, un ragazzino esce di casa. E' l'ora di pranzo, eccitato ed allo stesso tempo intimidito per quello che ha intenzione di fare, si avvia all'appuntamento preso il giorno precedente. Davanti al cancello di un'abitazione dove all'interno si sente il suono di voci, di piatti e stoviglie,

(foto 1)

grida: "Angelo, sono arrivato". Angelo esce di casa con passo veloce e scattante: "ehilà, allora sei pronto?", "sì sì " rispose il ragazzino, ed eccitato segue Angelo nella famosa bottega del papà artigiano.

"Allora forza! togliti la maglietta e passamela, ci penso io", disse Angelo, con fare sicuro ed allo stesso tempo orgoglioso. In un attimo il ragazzino si sfila la maglietta e a torso nudo la porge ad Angelo, il quale la inserisce in una sagoma di cartone per tenerla tesa. Con fare rituale prende poi un foglio di lamiera intagliata, lo stampo, oggi si chiamerebbe dima o cliché …

(Foto 2)

lo appoggia sulla maglietta: "che colore ti piace?" chiese Angelo, indicando una serie di bombolette spray di vernice acrilica. "Rosso!" rispose il ragazzino entusiasta; una shakerata alla bomboletta e con fare esperto spruzza il colore. Qualche minuto di attesa e...il gioco è fatto! Finalmente ci siamo. Il tempo di fare asciugare la vernice al sole e il ragazzino, orgoglioso, si infila la maglietta, nuova di zecca, del fantastico "club pomicioni Tussio"!

(fine lettore)

(Foto 3)

(Entrata di Sergio) 

... a proposito quel ragazzino ero io! e quel giorno non l'ho mai dimenticato ... grazie Angelo.

Ma quante volte Angelo avrà ripetuto questo “rito”? Quante magliette, e quanti loghi sono stati stampati su manifesti, striscioni, muri, strade, macchine e quanto di più si potesse stampare?

Ma perché? che cosa era? da cosa era nato? come si sviluppa? e soprattutto, cosa ha rappresentato per un paesino come Tussio, questo club dal nome e "dagli intenti" così bizzarri....che anche l'allora Vescovo dell'Arcidiocesi dell'Aquila Costantino Stella , si interessò del caso chiedendo spiegazioni al parroco del paese, don Amantino, per avere delucidazioni sul significato, e soprattutto, cosa fosse in realtà un club con un nome così "sconveniente" e addirittura “sacrilego”....che istigava a commettere tanti atti impuri ...

(Bee Gees: To Love Somebody )

Quegli anni, furono gli anni di una vera rivoluzione culturale: la protesta giovanile, gli hippy,

(foto 4)

gli anni dell' austerity , dei Referendum sulla legge del divorzio e dell'aborto, del "compromesso storico",

(foto 5)

dei cortei di protesta , del "Big Ben ha detto stop!" di Enzo Tortora, di Francesco Moser Campione del mondo,

(foto 6)

dei tre Papi, dei campionati mondiali in Messico e della famosa partita Italia-Germania.

I 45 giri che nei primi anni '60 avevano sostituito i 78, si ascoltano nei giradischi a valigetta e nei mangiadischi.

(foto 7)

Fanno capolino mangianastri e musicassette super8 nella automobili

(foto 7 bis)

e la Hit parade alla radio, è uno dei programmi più seguiti dai giovani …

Erano gli anni '70. Tutte le certezze acquisite dalle generazioni precedenti, andavano sempre più rimesse in discussione, ma soprattutto, stavano cambiando le regole della comunicazione e della mobilità .

Anche a Tussio l'automobile diventa il primo mezzo di locomozione: Topolino, 500, 600, 124, Miniminor, fiat 850, fiat 750 multipla, alfa romeo, queste le auto che i giovani utilizzano, soprattutto per spostarsi e inseguire, durante le feste patronali, i primi gruppi beat che si esibiscono nelle piazze. Gli strumenti elettrici sostituiscono ben presto la centralità del suono romantico delle bande, ma che ora aveva assunto un non socché di obsoleto e stantio.

(Fine musica Bee Gees: To Love Somebody )

Il concetto di divertimento dei giovani, che uniti, ora si spostano in massa, sostituisce lo stare fermi ad attendere il tempo che scorre e che gli eventi accadano; ora sono loro che rincorrono e creano le occasioni, ovunque esse siano.

I balli in casa …

(foto 8)

… sono uno dei passatempi preferiti e appuntamenti attesi, dove spesso ci sono 5 ragazze e 15 ragazzi; dove ai successi di musica italiana, fanno capolino hit straniere, come lo “scandaloso” lentaccio “je t'aime moi non plus”, e le sensuali note …

(musica Fausto Papetti: Pequena flor)

… del sax di Fausto Papetti

(foto 9)

Le prime minigonne arrivano anche qui: segno di libertà ed allo stesso tempo, causa di tempeste ormonali per chi osservava. Mai tanta bellezza è stata esibita in modo così provocante. I giovani di allora, rivendicavano il diritto di esternare ciò che pensavano e sentivano, anche nell'abbigliamento.

E' paradossale, ma gli attuali conservatori, in quegli anni, erano dei veri e propri contestatori...

(Foto 10)

Dunque, gli alti, belli e fieri "giovanotti di Tussio", che alle feste, facevano "muro" davanti al palco, ora avevano qualcosa in più: un logo … 

(foto 11)

e un simbolo che univa tanti, e che allo stesso tempo, destava curiosità e visibilità da sfoggiare con orgoglio e provocazione, ma a volte anche con un certo imbarazzo … non tutti avevano la sfrontatezza che richiedeva l'ostentazione della scritta “club pomicioni Tussio”.

… E le ragazze? Guardavano, a volte divertite, a volte attonite, a volte critiche, a volte ironicamente indifferenti, certo è che non furono e soprattutto non si lasciarono coinvolgere.

(Fine colonna sonora Fausto Papetti: Pequena flor )

Ma proviamo a ricostruire quello che accadde.

L'emigrazione, fenomeno caratterizzante dei decenni precedenti, coinvolse molti dei nostri paesani. Tanti lasciano il paese natio per cercare “fortuna” e “riscatto” all'estero. Nel decennio in questione si assiste al "rientro" di alcuni di essi, tra questi Angelo, che dopo diciotto anni trascorsi in Venezuela, torna al paese di origine.

Angelo è un giovane uomo, sportivo, appassionato di ciclismo, fino a raggiungere lui stesso degli ottimi risultati nella categoria dilettanti; persona brillante e ironica, sempre pronto ad organizzare iniziative ludico-sportive, volte alla promozione del piccolo paese nativo.

Il 1970 fu l'anno in cui Angelo rientra in paese per un breve soggiorno. Porta con sé l'entusiasmo di chi, dopo diversi anni, rivede famiglia e amici; l'energia e la spregiudicatezza, di chi “ha visto il mondo”, ma soprattutto è fonte di racconti, avventure, esperienze di un paese tanto lontano, sofferto a volte, ma anche sognato ed idealizzato da molti.
Il paese delle belle speranze, dove un ragazzo, lavora, si diverte, fa esperienze, in pratica conosce il mondo e la vita, a volte in modo goliardico e provocatorio.

(nizio je t'aime moi non plus)

Tutto questo, filmato e documentato su un video Super8 , che il nostro Angelo proietta agli amici tussiani, in una sera d'estate.

Per i giovanotti dell'epoca, tra stupore, meraviglia ed ammirazione per il loro amico intraprendente e “audace”, non poteva esserci souvenir migliore!

Da quel giorno si iniziò ad usare il termine “pomicione” per indicare un playboy nostrano, modo di dire accettabile da tutti, senza essere troppo sconveniente.

Immediatamente la mente creativa di Angelo fece il resto: trasforma il sostantivo, in un logo, in una scritta, in un Club!

Nasce così il “Club pomicioni Tussio”.

(foto2)

Il papà fabbro gli da un “foglio” di lamiera di rame, su cui Angelo riporta fedelmente il disegno e mastro Achille, provvede al lavoro di intaglio, finalmente lo stampo è pronto: signori, si parte, il gioco è fatto!

La prima cosa che fece Angelo, fu quella di stampare il logo su una maglietta.

Da buon sportivo, pensò di riprodurre la scritta su una “divisa” di gioco, infatti che squadra sarebbe se non ci fossero magliette e logo?

(foto 12)

Quante scritte sarebbero seguite in breve tempo e negli anni a seguire.
Nel frattempo però, tutti i giovani tussiani furono dotati della propria maglietta, e non solo paesani, ci fu anche qualche giovanotto del vicino San Pio delle Camere, di Ripa, che volle aderire con la propria T-shirt, sempre da indossare nelle “migliori occasioni”; da esibire soprattutto alle ragazze e giovani signore, per ribadire la propria “disponibilità”…

Ma il gioco di squadra continua, anche su qualche auto fu stampato il logo, la prima fu la Fiat 124 di Peppino a cui seguirono altre macchine, il gioco si fa “duro”, pertanto i “duri” iniziano a giocare.

Le macchine con le scritte erano:

oltre alla 124 di Peppino Giordani

(foto 13)

 

– la 500 di Paolo De Meis

– la 600 di Carlo De Rubeis

– la 124 fiat di Dorando, Mimino Cicerone

– la Topolino comprata da don Beniamino Rossi e poi di Angelo Giordani

– la giulietta celeste di Peppino Scansaneve (Leonardis)

– la 850 di Tonino Cialfi

– la Doufine azzurrina di Silvestro Cialfi

–la 600 di Gilberto e Fiorenzo Pietrangeli

–la 500 di Gabriele Giorgi (Popò)

– la miniminor di Mario Giorgi (di Giuditta)

Queste sono le macchine ricordate, ma potrebbero essercene altre.

(Fine colonna sonora“je t'aime moi non plus)

Il numero delle automobili cresce e la visibilità aumenta, finché un bel giorno anche l'autista delle suore, sorella e zie di Angelo, la sig.ra Ottaviana, si fece stampare sul pulmino il logo! Possiamo immaginare la sorpresa, il disappunto e se vogliamo anche lo scandalo, provocato da un gesto ludico così temerario (o avventato).

Ma ormai il Club era già entrato nello status della piccola comunità e veniva sicuramente visto con la naturalezza ed il senso ironico giusto, tanto da portare un sorriso a chi guardava stupito un atto di provocazione e contestualmente di ingenua spensieratezza.

Angelo, terminato il breve, ma fruttuoso, dal punto di vista creativo, periodo di soggiorno in paese, torna in Venezuela, lascia al fratello Giuseppe lo stampo della scritta, in modo che all'occorrenza tutti potessero usarla.

Ma porta con se svariate magliette stampate, da regalare ad amici e connazionali, che ovviamente apprezzano molto l'iniziativa; e così anche in Venezuela grandi e piccini sono contagiati dal “club pomicioni Tussio”.

(foto 14)

e per non farsi mancare nulla, realizza anche un timbro, per “sigillare” ogni oggetto che lui recapita ad amici e parenti. In fondo è lui il “re dei pomicioni”.

E intanto i mesi passano, quanti loghi sono stati stampati nel frattempo, chi può dirlo … ma l'evento che sicuramente fa da cassa di risonanza, celebrativo in tutti i sensi, è un matrimonio, ma non uno qualsiasi.

E' trascorso un anno, è il 1971, e questa volta Angelo ha un occasione speciale per tornare in Italia: il suo matrimonio.

La preparazione di un matrimonio a Tussio, come in qualsiasi luogo e famiglia, è sicuramente un evento che porta con sé gioia, ma anche preparativi, che coinvolgono:famiglia, vicini di casa, amici. In pratica più o meno, tutta la comunità, sarà in un modo o nell'altro resa partecipe all'evento.

Nel caso specifico,una peculiarità, è l'organizzazione logistica. La sposa, Renata, è di Tussio, ma da molti anni vive Roma con la sua famiglia. Come da tradizione, la cerimonia sarà festeggiata a “casa della sposa”; tutti gli invitati dovranno raggiungere la Capitale. La soluzione più comoda e pratica sarà quella di organizzare dei pullman che accompagneranno gli invitati.

(foto 15)

Clima di grande festa sulla corriera: risate, canti, racconti, vassoi con “pizzelle”, “nocci atterrati” e bibite serviti agli invitati. Vestiti nuovi, barba e capelli freschi di barbiere, nell'aria profumo di dopobarba, colonie, lacca per tenere in ordine “messeimpieghe” e permanenti.

E' così che, in questo clima gioioso, tutti gli invitati arrivarono a Roma. La sorpresa più grande per la sposa, sono i cartelli di festa con cui l'autobus é stato praticamente tappezzato; spicca uno fra tutti: “scandalo! Il Re dei pomicioni si sposa!”. Alla fine della cerimonia, foto di gruppo degli alti, giovani e forti “giovanotti di Tussio”, attorno agli sposi, ed al cartello del “club” ovviamente regalato alla sposa!

(foto 16)

Non molto tempo dopo, Angelo e Renata si trasferiscono in Venezuela.

A Tussio, l'assenza del promotore fa scemare l'entusiasmo nei confronti del “movimento goliardico”. Resta solo il ricordo: testimonianza forte è la topolino blu di Peppino, con la scritta stampata sulla fiancata, che suscitò l'ilarità dei carabinieri, quella volta in cui, fermarono l'auto dalla quale scesero ben sette ragazzotti e gli stessi, invece di redarguire l'autista, per l'infrazione commessa, scoppiarono tutti in una gran risata!

Qualche “temerario”ha conservato e indossato le magliette con la scritta “club pomicioni Tussio” nelle migliori occasioni: partite, feste patronali … lavori in casa o in campagna.

(foto 17)

Il 1977 è l'anno del rientro definitivo di Angelo con tutta la famiglia in Italia! E quale occasione migliore per riportare in auge il club, se non le Feste di Settembre …

… alla tradizionale gara della corsa campestre,

(Foto 18)

tutti, grandi e piccini, furono dotati delle magliette del fantastico “club pomicioni Tussio” e da lì in poi il nostro prode ha continuato a produrre oggetti con il famoso marchio, riproponendo ogni volta quella scanzonata spensieratezza degli anni precedenti.

Ma l'interesse e l'attaccamento corale dei compaesani è andato via-via perdendosi negli anni, forse perché ogni cosa ha il suo tempo, forse ogni situazione crea entusiasmo solo se si è predisposti, ma la cosa davvero importante sono i momenti indimenticabili che ci portano al ricordo di un'emozione vissuta, di quella ingenuità e di quella spensieratezza, che purtroppo si perdono nel naturale scorrere del tempo, ma ricordarle oggi, dopo tanti anni, vuol dire che in realtà le cose belle non si perdono mai, rimangono sempre in un angolino speciale del nostro album dei ricordi, anche in quello di un ragazzino che correva da Angelo, per farsi “tatuare” la sua maglietta …

Grazie Angelo

Sergio

 

i titoli posti sul filmato saranno i seguenti:

le notti della “Repubblica” 2013

racconti di vita vissuta

Storie, aneddoti, spensieratezza, allegria, musica dei nostri anni‘70

 

“club pomicioni tussio”

la provocazione di un decennio

 

Tussio

16 agosto 2013

…………………………..

presenta

Sergio Colangeli

……………………

attore recitante

Gennaro Cassano

……………

idea pensata e scritta da

Sergio Colangeli

…………..

organizzata e curata da

Sergio Colangeli

Toni Santogrossi

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collaborazione attiva

Giulia Cicerone

Luciano Siena

Manolo De Rubeis

…………..

organizzazione tecnica

Domenico Cicerone

…………………

un grazie particolare

al comitato feste 2013

e a tutti coloro che apprezzano queste iniziative

… a quanti hanno fornito il materiale documentario, informazioni e contributi preziosi consentendoci di ricostruire la storia

alcune foto della "serata"

 

il pubblico